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Compensazione

“Tutto questo
questa vita che è in noi
è un mondo di infinita sottigliezza”

Gérard Blitz

Durante asana, tutto è sempre compensato. 
L’equilibrio, è dato dalla compensazione fra i contrari. 
Esiste una pulsazione. 
Sia tra le posture sia all’interno della postura stessa. 
Tutto è continuamente compensato.

Nel Raja Yoga non solo compensiamo a livello di posture e controposture, ma ad un livello più sottile, andiamo a riscoprire la pulsazione tra le polarità opposte. 

Solitamente, il nostro sistema nervoso ha la tendenza a fissarsi su un particolare, escludendo la sua polarità e dandogli una dimensione totalizzante. E’ così che perdiamo il senso della transizione e dell’impermanenza.

Stare nella pulsazione significa stare nella coesistenza degli opposti, in una dimensione fusionale che si fa miscela e non somma delle parti e che permette di gustare, assaporare, il rapporto fra le cose. 

Questa dimensione si fa processo alchemico, in quanto ha il potere di modificare il tono muscolare, la qualità della nostra presenza, del respiro, della coscienza in cui gli opposti coesistono senza opporsi. 
Stabilità e morbidezza, calma e movimento, forza e dolcezza, pensare e sentire.

Il concetto di compensazione sposta il focus dal singolo oggetto alla relazione fra gli oggetti, ai rapporti fra le cose.

Questo sguardo deve essere allenato e questo allenamento comporta un processo di autoeducazione: il sistema nervoso deve esercitarsi nel non usare i propri schemi abituali, non fissarsi, fare un passo indietro, sospendere il giudizio, sospendere la reattività, aspettare, osservare senza intervenire. Mollare la presa. 

Questo porta alla trasformazione, ma richiede tempo.