Gravità
“Nella pratica non è il movimento che libera, bensì la qualità della relazione che intrattenimento con esso.”
Gérard Blitz
Innanzitutto, nella pratica somatica e meditativa, è fondamentale prendere coscienza del peso e della relazione con la forza di gravità.
La forza di gravità è un campo in cui siamo costantemente immersi, ma a cui non prestiamo attenzione: è un dato che resta sullo sfondo della nostra percezione.
Tuttavia la dimensione materica, grossolana, corporea è il punto di partenza di ogni nostra esperienza, nella vita come nella via dello Yoga: partire dal corpo, dalla terra, da ciò che siamo e non da ciò che vorremmo essere è il primo passo per entrare in relazione con la realtà.
Su un piano fisico, la presa di coscienza dell’asse centrale e della distribuzione uniforme del peso permette sia l’uso appropriato dei muscoli sia di entrare senza sforzo eccessivo in una posizione stabile e immobile, che possa poi essere mantenuta con agio a lungo.
Su un piano più sottile, i concetti di attraversabilità e interezza legati alla possibilità di lasciar fluire le forze attraverso la struttura articolare, muscolare e organica, accompagna il sistema nervoso a sentire, riconoscere e ammorbidire le densità, le chiusure, rilasciando le tenute non necessarie attraverso un processo involontario e spontaneo.
Occupare pienamente il proprio posto sulla terra, abitando il proprio baricentro senza proiettarsi altrove, si rivela infine un allenamento di presenza.