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Progressività

“Essere non è il contrario di qualcosa.

L’Essere non ha bisogno dell’opposizione per affermarsi, per esistere.”

Renata Angelini, Moiz Palaci

La nostra pratica non cerca la fatica. 
Non abbiamo bisogno di contrarre il corpo per sentire di esistere.
Al contrario, è solo demoltiplicando lo sforzo che possiamo cancellare le tensioni amplificando gli effetti neurofisiologici delle posture. 

Progressività, Vinyasa Krama, significa entrare (e uscire) progressivamente da una forma, dall’interno.

Da un punto di vista fisico questo implica la non anticipazione che consente di integrare istante per istante le informazioni che si rendono percettivamente disponibili senza selezionarle in base a un’idea pregressa.

Stare nell’ascolto che non anticipa, significa immergersi in una “densità relazionale”, dove non basta sapere, diventa necessario e inevitabile incorporare senza affidarsi ad alcuna autorità al di fuori della propria autonomia percettiva.

Questo genere di immersione ci ricarica, perché in questa qualità di presenza non siamo dispersi, non siamo altrove, siamo pienamente in noi.

Grazie al principio della progressività riempiamo la forma non con vecchie informazioni, ma abitiamo il corpo con freschezza sempre nuova.